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Mini eolico: ecco le sfide fondamentali da affrontare all'estero e in Italia

L'energia eolica rappresenta un settore sempre più interessante e dal grande potenziale di produttività, che necessita però di trovare stabilità nel quadro economico, politico e normativo, soprattutto in Italia. Tale stabilità va trovata, e mantenuta, nel medio e lungo periodo, così che l'attività eolica possa svilupparsi in tutte le sue forme, curando sia l'aspetto tecnico che quello organizzativo, tuttora insidiati da alcune pericolose lacune strumentali e tecnologiche. Per fare ciò è necessario dunque andare oltre le considerevoli condizioni imposte dalle incentivazioni, che vanno affinate e migliorate, e soprattutto bisogna abbattere le differenze che si presentano al momento di attuare le norme autorizzative, dato che ogni Regione presenta le sue.

Il settore preso in considerazione è quello delle turbine eoliche comprese tra 1 e 200 KW, settore poco cavalcato in Italia e ancora pressoché di nicchia. Lo sviluppo di questa specifica fascia è frenato dallo scarso contributo della risorsa vento sul nostro territorio, ma soprattutto dai costi di produzione e messa in opera ancora eccessivamente alti e non pienamente coperti dagli incentivi. 

QualEnergia ha intervistato, nell'ambito dell'evento EcoMondo che si è svolto a Rimini, il presidente della CPEM (Costruttori e Produttori di Energia da Minieolico) Carlo Buonfrate, raggiungendo interessanti conclusioni. Il presidente ha infatti specificato come la CPEM sia piuttosto critica nei confronti del nuovo Decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche, che chiaramente tocca in maniera diretta la produzione eolica. Buonfrate ha apertamente accusato il DM di non essere sostanzialmente cambiato rispetto alla sua prima stesura, e in particolare punta il dito contro il drastico taglio agli incentivi per le turbine di piccola taglia, aspetto che come detto precedentemente ne mina pesantemente uno sviluppo più ampio. 

 La CPEM però si dimostra soddisfatta degli sforzi fatti dall'industria eolica italiana, che ha saputo creare degli aerogeneratori tecnologicamente avanzati per sfruttare al massimo la poca ventosità del territorio.  

L'organizzazione vuole pertanto porsi come locomotiva del movimento eolico italiano, cercando di elevare gli standard di efficienza e sicurezza (soprattutto al meridione) e facendosi carico del monitoraggio degli impiantistica generale, offrendo così garanzie più elevate e certificate agli utenti finali. 

Il mini eolico ha dunque bisogno di una spinta collettiva per prendere il volo. Tale spinta deve arrivare dalle istituzione, che come visto si stanno impegnando in tale senso, ma anche dagli imprenditori o dal singolo acquirente. Se vuoi far parte anche tu dello sviluppo eolico, sai che rivolgendoti a noi di RES ti metterai in mani sicure e professionali, che ti guideranno verso un'installazione precisa e una manutenzione altamente qualificata.

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