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Riforma della bolletta elettrica: ecco i cambiamenti.

La delibera delibera 582/2015/R/eel è stata approvata ieri, e di conseguenza è cominciata la riforma della bolletta elettrica italiana. L'AEEG ha quindi predisposto gli adeguamenti da applicare alle tariffe elettriche, rispondendo a quanto richiesto dall'UE all'Italia nell'ambito dell'efficienza energetica. A partire dal 1° gennaio 2016, attraverso un programma graduale strutturato su tre anni di lavoro, la riforma si abbatterà su oltre 30 milioni di utenze. Si tratterà letteralmente di un colpo inferto agli utenti domestici, perché le tariffe aumenteranno a fronte di scarsi consumi, mentre andranno a premiare le utenze maggiormente energivore. Per quanto ciò possa sembrare assurdo, si tratta di un semplice allineamento alle direttive seguite dagli altri Paesi comunitari, come affermato dalla stessa Autorità. Lo scopo è quello di superare l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e degli oneri generali di sistema, che vede il costo unitario del kWh crescere per scaglioni all’aumentare dei prelievi.

Verrebbe da chiedersi cosa c'è di sbagliato in un sistema che fa pagare di più chi consuma maggiore energia elettrica. L'AEEG spiega che il problema del sistema a scaglioni risiede nei sussidi incrociati tra i consumatori, dove chi utilizza un maggior quantitativo di energia, a parità di costi per il servizio, paga anche qualcosa per chi consuma di meno. Ecco le parole dell'Autorità: Al termine del processo di riforma, strutturato in 3 anni, quindi dal 1° gennaio 2018, la tariffa di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico), in totale oltre il 40% della nostra bolletta, saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo”. In sostanza, gli utenti che oggi hanno bassi consumi, con la riforma pagheranno “l’esatto corrispettivo per il servizio che usa, non più agevolato, ma congruente con i costi”.


Il cliente medio italiano, ovvero con consumi medi di 2.700 kWh annuali ed una potenza da 3 kW, dovrebbe sostenere un aumento simile:

  • - 0.9 € al mese nel 2016
  • - 0,09 € al mese nel 2017
  • - 0,76 € al mese nel 2018

In questo modo, rispetto al 2015, ci sarebbe un aumento totale di 21 €, passando così dai 505 € attuali, ad una spesa annuale di 526 €. 

Vediamo i cambiamenti apportati dalla riforma, data per data:

  • 1) gennaio 2016: cambieranno le tariffe dei servizi, dove si registreranno un aumento per le quote fisse ed una riduzione pari almeno al 25 dei sussidi incrociati in vigore oggi. In più, errà avviata la raccolta e la messa a disposizione dei clienti dei dati relativi ai valori di potenza massima prelevata;
  • 2) gennaio 2017: la tariffa non progressiva sarà applicata totalmente, e cominceranno anche gli interventi sugli oneri di sistema, dove si limiteranno a due gli scaglioni di consumo annuo consentiti. Si introdurranno anche le novità inerenti l’impegno di potenza, con l’offerta di un maggior numero di livelli tra cui scegliere;
  • 3) gennaio 2018: la riforma raggiungerà il pieno regime, attivando la tariffa non progressiva su tutti i fronti, ovvero sia per gli oneri generali che di sistema. 
La riforma prevede anche un potenziamento del bonus sociale, in modo da non proferire un colpo più duro del previsto alle famiglie a basso reddito.
Una volta raggiunto il pieno regime, l'AEEG ha già segnalato a Governo e Parlamento l’opportunità di rafforzare stabilmente il bonus, sia in termini di intensità, portando lo sconto sulla bolletta dall’attuale 20% fino al 35% della spesa, sia con un ampliamento della platea di chi ne ha diritto. La riforma permetterà infine di sbloccare il potenziale di installazione di strutture elettriche efficienti, oggi frenate dagli eccessivi costi di produzione legati alla tariffa progressiva.
  • Per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il suo prezzo diminuisce di 2 €/MWh (Terna)