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Riforma della bolletta elettrica: eurodeputati firmano esposto alla Commissione europea.

Gli eurodeputati Dario Tamburrano e David Borrelli, e i senatori M5S Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, hanno presentato ieri un esposto alla Commissione europea, segnalando negativamente la riforma della bolletta elettrica, attuata il 2 dicembre dall'AEEG. I politici fanno così seguito alle associazioni ambientalistiche nella battaglia legale mossa contro la nuova normativa. 

Secondo i quattro firmatari infatti, oltre all'enorme paradosso di far pagare di più chi consuma di meno, la riforma andrebbe anche in contrasto con molte direttive vigenti UE. Fanno parte delle lamentele anche le nuove regole attribuite ai sistemi chiusi, che impediscono il naturale (e necessario) sviluppo delle rinnovabili per i nuovi edifici. 

Ma il colpo è indirizzato chiaramente all'aspetto più controverso della riforma, ovvero il fatto che colpisca maggiormente i consumatori che risparmiano e l'efficienza energetica. Come sappiamo, la nuova normativa voluta dall'AEEG prevede la cancellazione della progressività, spostando di conseguenza i costi di rete sulla parte fissa della bolletta, quella che non dipende dall'effettivo consumo. La conseguenza di questa mossa è un inevitabile aumento del prezzo della tariffa, rendendola incredibilmente più salata per chi consuma di meno. Non solo, la nuova riforma tira una mazzata agli investitori del rinnovabile, che vedranno i loro vantaggi azzerati. Ecco cosa dice in merito il comunicato stampa: “Si producono rincari iniqui, dato che essi colpiscono esclusivamente le famiglie con bassi consumi; i risparmi di coloro che hanno investito nell'efficienza energetica risultano praticamente azzerati; chi utilizza energia autoprodotta da fonti rinnovabili paga oneri praticamente uguali a quelli di chi invece preleva tutta l'energia elettrica dalla rete. Tutte e tre queste conseguenze contraddicono esplicitamente le regole dettate dalle direttive europee su energie rinnovabili ed efficienza energetica. Con questi provvedimenti, l'Autorità per l'Energia, sostenuta dal governo Renzi, mira a garantire i profitti dei grandi distributori di energia fra cui spicca l'Enel. Si comporta come un Robin Hood al contrarioCi aspettiamo che la Commissione Europea prenda i provvedimenti del caso".

Come precedentemente detto, l'esposto si basa sull'incompatibilità della riforma AEEG in confronto ad alcune direttive UE, quali la direttiva 2012/27/EU sull'efficienza energetica, con la 2010/31/EU sulla prestazione energetica nell’edilizia e con la 2009/28/EC sulle rinnovabili. Ma andrebbe in senso contrario anche a quanto previsto da vari altri documenti comunitari di indirizzo. Nel mirino dei quattro M5S vi è anche la delibera 539/2015, riguardante nuove regole sulle reti private e gli SDC. Queste ultime vietano, di fatto, di creare una rete che serva più utenze, a meno che non si tratti di un concessionario. Questo impedisce, per esempio, di installare un impianto fotovoltaico sul tetto di un edificio che serva però più utenze finali. Questo andrebbe contro a direttiva 2009/28/EC sulle rinnovabili che con la 2010/31/EU sulla prestazione energetica nell’edilizia, che impone l'obbligo di rinnovabili sui nuovi edifici.

L'esposto fa seguito a quello pronunciato dalle associazioni consumeriste, ambientaliste e delle rinnovabili. La segnalazione è stata firmata da Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, ITALIA Solare, Kyoto Club, Legambiente e WWF, ed è stata inviata alla Commissione europea a all'Antitrust. Questo estratto ne riassume il succo: "Le nuove regole sulle reti private fissano al di fuori di ogni logica di concorrenza i ricavi dei distributori e vietano le reti elettriche private. Questo ha un duplice effetto: eliminazione di ogni segnale di concorrenza e mercato nel settore della distribuzione elettrica; discriminazione del mercato della generazione distribuita e dell’efficienza energetica rispetto al mercato della generazione centralizzata di energia. Il tutto in palese controtendenza rispetto agli indirizzi della Comunità Europea che richiedono tariffe di distribuzione flessibili mirate a rendere più efficiente la rete e stimolare l’autoconsumo di energia e l’efficienza energetica".

Qui il testo dell'esposto (fonte QualEnergia.it)

 

  • Per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il suo prezzo diminuisce di 2 €/MWh (Terna)