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Cinque tabù da sfatare sull'energia eolica

L’energia eolica, negli ultimi anni, ha fatto registrare una crescita importante, raggiungendo addirittura l’8% della richiesta di energia elettrica in Europa. Ciò nonostante, l’eolico non è ancora riuscito a sfruttare appieno il suo enorme potenziale, e non è quindi diffuso come potrebbe e dovrebbe. I suoi detrattori si appoggiano su svariati aspetti, partendo già dal fattore estetico. Gli impianti eolici sono infatti malvisti perché rovinano il paesaggio. Quello che però fa più male all’energia eolica sono tutti i pregiudizi che la circondano, che ne bloccano lo sviluppo e ne rallentano il progresso. Sull’argomento si è espresso il iflscience.com, prendendo spunto da un articolo scritto da Alan Moran per l’Australian Financial Review. Moran ha preso in esame precisamente cinque tabù che ruotano attorno all’eolico, smontandoli uno per uno. Vediamo quali sono.

L’energia eolica costa fino a 3 volte di più rispetto all’energia tradizionale.

Comunemente si pensa che per ricavare l’energia dal vento si debba spendere il triplo di quanto serve per produrla bruciando carbone. Precisamente, si parla di 120 dollari al MWh per l’eolico contro i 40 dollari del carbone. Si tratta di un’enorme esagerazione, perché secondo i più recenti studi bastano 90 dollari per ottenere un MWh dal vento. Per di più, nella somma è già compresa la quota di capitale ed il ritorno sull’investimento, mentre per quanto riguarda il carbone i 40 dollari riguarderebbero solo la materia prima. Tra l’altro, un analisi maggiormente approfondita dimostrerebbe come servono in realtà circa 100 dollari per MWh proveniente dal carbone.

Necessità di centrali di backup.

Un altro pessimo pregiudizio sull’eolico vuole che, per ogni impianto, sia necessaria una centrale di backup. Questo perché le suddette centrali servirebbero a produrre energia nei giorni in cui il vento non soffia. Tale tabù nasce dal fatto che si crede sia impossibile predire i giorni di maggiore attività eolica. Niente di più falso. Certo, non è possibile fare una stima esatta e precisa al 100%, però si può capire se una determinata zona, per esempio nell’arco di un anno, abbia una carenza di vento tale da richiedere l’installazione di un centrale di backup. In ogni caso, nessuna fonte di energia, da sola, può reggere il fabbisogno di una regione, ed è quindi sempre bene mischiare le fonti.

Turbine eoliche poco efficienti.

Molti sono purtroppo convinti del fatto che le attuali turbine eoliche pecchino di efficienza, e che soprattutto per le suddette non vi siano possibilità di margini di miglioramento. L’errore qui è lo stesso del precedente: l’eolico non deve essere considerato il solo fornitore di energia elettrica, ma va inquadrato nei benefici che può portare affiancandolo alle altre fonti di energia.

Tasse troppo care nelle bollette.

Secondo Moran, le tasse in bolletta utili per lo sviluppo dell’energia eolica sono troppo care. Per smentire l’assioma, iflscience.com fa presente che già dal 2021, prendendo come esempio l’Australia, l’investimento darà i suoi frutti, facendo scendere considerevolmente il prezzo delle bollette. Adesso sono sì care, ma sicuramente a buon rendere.

Tagli alle emissioni di CO2 e gas serra non sufficienti.

Infine Moran accusa l’eolico di insufficienza nella lotta alle emissioni,  contribuendo con un misero 4%. In realtà studi più recenti ed autorevoli hanno dimostrato come nel lustro 2015-2020, l’apporto dell’eolico abbatterà la soglia del 13%.

 

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